Le situazioni in cui è in gioco la vita di una persona sono più frequenti di quanto si possa pensare. Lo dimostrano due recenti episodi avvenuti in Val Gardena: nell'arco di appena 24 ore sono state salvate due persone, grazie al tempestivo intervento di volontari della Croce Bianca che si trovavano casualmente sul posto e alla presenza di defibrillatori automatici esterni (DAE) accessibili al pubblico.
Tre giovani donne stanno rientrando a casa in serata quando notano un'auto incidentata a bordo strada. Reagiscono immediatamente. Sono volontarie della Croce Bianca e stanno tornando da un corso di formazione. Il conducente è privo di sensi e non respira normalmente. Le tre volontarie effettuano la chiamata d’emergenza e iniziano subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Fortunatamente, nelle vicinanze è presente un DAE accessibile al pubblico. Dopo la shock del defibrillatore, il cuore dell'uomo riprende a battere.
“In Alto Adige, in media, ogni giorno una persona è colpita da un arresto cardiocircolatorio. In questi casi ogni secondo è prezioso”, afferma Alexander Schmid, presidente della Croce Bianca, che aggiunge: “Le prime persone a raggiungere il luogo dell'emergenza non sono quasi mai i soccorritori, bensì i passanti. E non sempre tra loro ci sono volontari formati che sanno esattamente come intervenire”. Per questo motivo la Croce Bianca si impegna affinché il maggior numero possibile di persone conosca le principali manovre di primo soccorso e affinché i DAE siano facilmente accessibili su tutto il territorio provinciale. “Più persone sono in grado di intervenire in caso di emergenza, più forte diventa la nostra catena del soccorso”, sottolinea Schmid.
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DAE e coraggio civile: due interventi salvavita nell'arco di 24 ore
Che i defibrillatori accessibili al pubblico possano davvero salvare vite lo dimostra un secondo episodio, verificatosi meno di 24 ore dopo, sempre in occasione di una gara ciclistica in Val Gardena. Un partecipante amatoriale è colpito da un arresto cardiocircolatorio lungo il percorso e cade dalla bicicletta. I volontari impegnati nel servizio sanitario della manifestazione intervengono immediatamente, avviando le manovre di rianimazione con l'ausilio di un DAE. Ancora prima dell'arrivo del medico d'urgenza, l'uomo riprende conoscenza, apre gli occhi e ricomincia a parlare.
Alexander Schmid ricorda che non sono soltanto i soccorritori formati a poter intervenire. “Chi chiama il numero unico di emergenza 112 riceve sempre assistenza. Gli operatori della Centrale unica di emergenza guidano telefonicamente, passo dopo passo, nelle manovre necessarie fino all'arrivo dei soccorsi, compreso l'utilizzo dei defibrillatori pubblici. In questo modo anche chi non ha una formazione specifica di primo soccorso può prestare aiuto.”
Anche Ivo Bonamico, direttore della Croce Bianca, sottolinea l'importanza della perfetta collaborazione tra tutti gli attori coinvolti: “Il successo di un intervento di soccorso dipende dall'azione coordinata di tutti: dai primi soccorritori alla Centrale unica di emergenza, dal servizio di soccorso alle unità altamente specializzate di terapia intensiva e cardiologia dell'ospedale. In Alto Adige questa collaborazione funziona in modo eccellente e aumenta in maniera decisiva le probabilità di sopravvivenza delle persone colpite.”
Gli episodi avvenuti in Val Gardena confermano quanto affermato da Schmid e Bonamico. Grazie al rapido intervento e all'assistenza altamente professionale ricevuta, entrambi gli uomini sono stati trattati con successo e hanno superato l'arresto cardiocircolatorio senza riportare conseguenze significative. Nel frattempo sono già rientrati nelle loro abitazioni.
Chi desidera approfondire le proprie conoscenze sul primo soccorso può trovare informazioni sui corsi organizzati dalla Croce Bianca e pratici consigli di primo soccorso su www.crocebianca.bz.it. La posizione dei DAE accessibili al pubblico in Alto Adige è consultabile tramite l'app della Croce Bianca, disponibile per Android e iPhone.
Alexander Schmid ricorda che non sono soltanto i soccorritori formati a poter intervenire. “Chi chiama il numero unico di emergenza 112 riceve sempre assistenza. Gli operatori della Centrale unica di emergenza guidano telefonicamente, passo dopo passo, nelle manovre necessarie fino all'arrivo dei soccorsi, compreso l'utilizzo dei defibrillatori pubblici. In questo modo anche chi non ha una formazione specifica di primo soccorso può prestare aiuto.”
Anche Ivo Bonamico, direttore della Croce Bianca, sottolinea l'importanza della perfetta collaborazione tra tutti gli attori coinvolti: “Il successo di un intervento di soccorso dipende dall'azione coordinata di tutti: dai primi soccorritori alla Centrale unica di emergenza, dal servizio di soccorso alle unità altamente specializzate di terapia intensiva e cardiologia dell'ospedale. In Alto Adige questa collaborazione funziona in modo eccellente e aumenta in maniera decisiva le probabilità di sopravvivenza delle persone colpite.”
Gli episodi avvenuti in Val Gardena confermano quanto affermato da Schmid e Bonamico. Grazie al rapido intervento e all'assistenza altamente professionale ricevuta, entrambi gli uomini sono stati trattati con successo e hanno superato l'arresto cardiocircolatorio senza riportare conseguenze significative. Nel frattempo sono già rientrati nelle loro abitazioni.
Chi desidera approfondire le proprie conoscenze sul primo soccorso può trovare informazioni sui corsi organizzati dalla Croce Bianca e pratici consigli di primo soccorso su www.crocebianca.bz.it. La posizione dei DAE accessibili al pubblico in Alto Adige è consultabile tramite l'app della Croce Bianca, disponibile per Android e iPhone.