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Un anno di impegno nella pandemia
19.02.2021
Da un anno ormai, il coronavirus è l'argomento numero uno in tutto il mondo: è così anche in Alto Adige, dove da allora si è fatto di tutto per limitare la sua diffusione. La Croce Bianca ha assunto un ruolo importante in questa pandemia. Un anno fa (23.02.2020) ha avuto luogo il primo intervento di soccorso per un caso di infezione con COVID-19.
 
Già il 29 gennaio 2019, la Croce Bianca è intervenuta in un caso COVID-19, che poi però non è stato confermato come tale. Poi, il 23 febbraio 2020, c'è stato il primo caso confermato di infezione da coronavirus a livello provinciale a Terlano. Entro pochi giorni è stato deciso di installare centro operativo presso la direzione della Croce Bianca per poter prendere decisioni rapide e importanti.
Tra marzo 2020 e febbraio 2021, la Croce Bianca ha trasportato un totale di quasi 16.000 cosiddetti pazienti COVID-19 in ambulanza (654.828 chilometri percorsi), che sono risultati positivi al coronavirus o erano casi sospetti a causa di sintomi. Di conseguenza, per tutti questi trasporti l'equipaggio doveva sempre indossare i dispositivi di protezione e seguire le severissime misure di sicurezza. Soprattutto nei primi giorni questo era una grande sfida: da un lato, le tute di protezione erano ben note nel servizio di soccorso ma erano necessarie solo raramente prima di questa pandemia. E d'altra parte nei primi giorni della pandemia era un grande problema acquistare questi dispositivi di sicurezza, perché la domanda era elevatissima a livello mondiale.
Gli interventi COVID-19 sono ancora oggi una sfida, poiché il lavoro deve essere eseguito in conformità con le severe linee guida sull’igiene e la sicurezza. Anche se alcune cose sono ormai diventate standard, indossare le tute di protezione per diverse ore e la meticolosa disinfezione delle ambulanze rimane impegnativo per ogni collaboratore.
"In questo primo anno di pandemia, i nostri collaboratori hanno imparato molto e acquisito molta esperienza nell'affrontare il virus. Fortunatamente, finora il numero di personale infetto è stato limitato, il che sottolinea ancora una volta che i nostri volontari e dipendenti sono disciplinati e le nostre misure di sicurezza hanno successo", sottolinea Barbara Siri, presidente della Croce Bianca.
Dopo le molte sfide dell'anno passato, la Croce Bianca si sta preparando per nuovi e importanti compiti nel campo della protezione civile. "Dopo la preziosa esperienza acquisita nella gestione delle stazioni di test COVID-19 in tutta la Provincia, la nuova sfida è quella di creare strutture di vaccinazione in Alto Adige. Anche qui, saremo un partner affidabile per l’Azienda Sanitaria e offriremo i nostri servizi alla popolazione", spiega il direttore Ivo Bonamico.
 
La direzione della Croce Bianca è anche soddisfatta della grande disponibilità dei collaboratori a farsi vaccinare: Molto più di 1000 volontari e dipendenti hanno già deciso di fare questo passo importante per affrontare la pandemia. La presidente Siri e il direttore Bonamico desiderano ringraziare la popolazione e le imprese dell'Alto Adige, che hanno sostenuto la Croce Bianca con donazioni in questo momento difficile per tutti.
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